Cerca

Clan Zenit ad Albinia, aiutare ed essere aiutati

Per affrontare un’esperienza di Servizio, punto cardine della vita scout nella branca R/S , phoca thumb l td clan 20130219 1041559129abbiamo deciso di passare una giornata ad Albinia, paese maremmano che ha subito particolarmente i danni dell’alluvione nel novembre scorso.

 

Grazie a Beatrice, una volontaria che si occupa di portare beni come cibo e vestiti a chi ancora ha bisogno ma soprattutto di tenere alto il morale degli abitanti siamo rimasti una mattinata e dare una mano in particolare a tre persone: il signor Albertazzi, titolare di un’azienda, la signora Franca e i padroni di un agriturismo.

La nostra uscita è iniziata però un po’ prima perchè la sera del 16 febbraio siamo stati ricevuti dal parroco di un paese vicino nel posto in cui abbiamo dormito insieme ai clan di Siena e Rapolano che hanno condiviso con noi questa giornata. È stato interessante ascoltare il racconto di quei terribili giorni da qualcuno che li ha vissuti in prima persona, poterlo guardare negli occhi e sentire la sua voce. Ha spiegato di come le persone iniziassero ad avere paura vedendo che la pioggia non si fermava anche se ancora non era stato dato alcun allarme dalle autorità competenti e poi di come, in pochissime ore, Albinia fosse completamente sommersa. Negozi,abitazioni,strade… fino ai 2 metri non si riusciva a vedere nulla; persone intrappolate nelle loro case, salite sopra i tetti per riuscire a scampare all’acqua. In molti si sono recati in parrocchia a chiedere un posto dove dormire, scarpe,vestiti ma soprattutto per stare insieme ad altre persone; il parroco stesso ha dato via molti dei suoi abiti facendoci notare che le scarpe che aveva addosso, malconce e scolorite, erano le uniche che era riuscito a tenere per sé . Noi ragazzi eravamo imbarazzati nel sentirlo parlare proprio perché quasi nessuno si aspettava un racconto simile, sembrava piuttosto la scena di un film. E poi i giorni dopo… l’acqua era andata via ma si era presentato un nemico ben peggiore: il fango. Bloccava le porte, i canali, i cancelli e continuava a tornare,anche dopo averlo lavato via numerose volte. Ma questo era solo l’inizio della nostra esperienza; cosi dopo la cena tutti insieme e il bivacco, un momento di gioco in cui abbiamo cercato per quanto possibile di conoscere i nostri compagni, siamo andati a dormire per arrivare al mattino abbastanza riposati e pronti al lavoro che ci attendeva. Dopo la Messa, Beatrice ci ha accompagnato e smistato dalle tre persone che ho citato prima.

La strada verso il centro di Albinia ci ha mostrato i segni dell’alluvione: terreni desolati, distese di fango, oggetti che l’acqua aveva trasportato sparsi per i campi tra cui circa 7 roulotte distrutte provenienti da un’azienda poco distante. Incredibile pensare che la sola forza dell’acqua sia riuscita a spostarle tutte insieme. Io sono andata dai proprietari dell’agriturismo che ci hanno chiesto di aiutarli a pulire le nuove stanze che erano appena riusciti a verniciare. Dopo l’iniziale timidezza, hanno iniziato ad offrirci merendine e succhi, come se avessimo lavorato giorni interi mentre invece era solo un’ora e mezzo che eravamo arrivati. La proprietaria è venuta perfino a chiederci scusa del fatto che fosse ora di pranzo per la sua famiglia mentre noi restavamo a lavorare ancora un po’. Il compito che ci era stato dato era davvero minimo e la prima cosa che ho pensato è stata che venire a dare una mano e pulire due stanze fosse una stupidaggine, quasi una mancanza di rispetto per chi tutti i giorni tenta di rialzarsi da questa situazione. Al momento di andare, tutta la famiglia era commossa per il nostro intervento; - “voi ragazzi siete venuti da Siena solo per noi, per darci una mano… è un grande gesto. Io per pulire quelle stanze ci avrei messo tre giorni da sola, non sapete quanta fatica mi avete risparmiato”- cosi ci ha salutato la signora, con un grande sorriso e un GRAZIE che le si leggeva negli occhi. A salutare è scesa anche la nonna di questa famiglia che ha voluto mostrarci alcune stanze della casa in cui era ancora molto evidente il segno dell’acqua sul soffitto e il cancello che era stato totalmente sommerso, tanto da permettere loro di uscire con un canotto il giorno dell’alluvione, scena che sembra impossibile e quasi comica, ma che a pensarci bene lascia a bocca aperta.

È stata un’esperienza molto forte,soprattutto perché nessuno di noi era forse molto informato sui fatti e vederne gli effetti tutti insieme ci ha decisamente scioccato,ma in senso positivo, dandoci ancora di più la voglia di fare qualcosa. Il nostro primo obiettivo è far conoscere la condizione di queste persone che sono state assediate dai media per i primi giorni ma in seguito totalmente abbandonate e che ancora oggi sono in grave difficoltà, molto più di quanto possiamo immaginare a ben quattro mesi di distanza dall’alluvione. Questa giornata ci ha dimostrato che un piccolo gesto può veramente fare la differenza e che ognuno di noi può aiutare in ogni situazione con le sue possibilità.

 

Per affrontare un’esperienza di Servizio, punto cardine della vita scout nella branca R/S , phoca thumb l td clan 20130219 1041559129abbiamo deciso di passare una giornata ad Albinia, paese maremmano che ha subito particolarmente i danni dell’alluvione nel novembre scorso.

 

Grazie a Beatrice, una volontaria che si occupa di portare beni come cibo e vestiti a chi ancora ha bisogno ma soprattutto di tenere alto il morale degli abitanti siamo rimasti una mattinata e dare una mano in particolare a tre persone: il signor Albertazzi, titolare di un’azienda, la signora Franca e i padroni di un agriturismo.

Registrati per leggere il seguito...